Comune di Vico Canavese

Capoluogo
Via del centro storicoSi sviluppa su residui morenici ai piedi della Torretta delle Cime (1556 m), in una zona di ampie estensioni prative.
Nel nome traspare l'antico appellativo di "vicus" -villaggio aperto- attribuito agli insediamenti agricoli delle centuriazioni romane. All'ingresso del paese si apre l'ampia piazza Garibaldi.La fiancheggiano alcuni edifici ottocenteschi, di tono urbano, risalenti al primo manifestarsi del turismo torinese in Valle. Il municipio è nei pressi, lungo via Saudino, asse principale del centro storico. Il 14 Ottobre 1944 fu incendiato dai nazifascisti e tutti i documenti più antichi dell'archivio municipale andarono perduti. All'esterno si nota una lapide posta a ricordo dei moti del I 821, che qui trovarono numerosi sostenitori. Le strette vie del centro sono quasi interamente pavimentate con cubetti di diopsite proveniente dalla cava a monte dell'abitato. In vari punti del percorso viene, si aprono negli edifici brevi sottopassi con volta a botte, chiamati vultun. Notevoli alcune fontane in pietra.

Via


Parrocchiale di S. Giovanni
Parrocchiale di S. GiovanniInteramente ricostruito nel Seicento. Occupa uno spiazzo sopraelevato unito alla piazza Garibaldi da una breve scalinata ombreggiata da conifere. Sulla destra, salendo, si noti il bel parco privato, con piante esotiche. La facciata, affrescata in epoca più recente, è ornata da un portico. L'interno, a tre navate, ospita tre altari ed un pulpito in legno. A fianco dell'abside si erge un campanile romanico in pietra con tre ordini di ampie bifore. Anche capitelli e stampelle sono di proporzioni inusuali. Per meglio osservarlo, conviene spostarsi in direzione del vicino cimitero.

La Chiesa
La chiesaIn un documento del 1390 si nomina Vico come pieve da tempo immemorabile.
Si può ritenere che prima dell’orientamento attuale, la chiesa avesse l’apertura principale rivolta verso Drusacco.
Al contrario delle chiese dell’alta Valle, che in genere presentano una struttura architettonica circolare nella parte centrale, la chiesa di Vico (dedicata a S. Giovanni Battista)presenta un grande rettangolo, diviso da pilastri in tre navate.
La navata centrale ha una larghezza doppia delle laterali ed ha pure una maggiore lunghezza e altezza.
Configurandosi come stile romanico ( dal 900 al 1250) si evidenzia che la costruzione avvenne in epoca anteriore alle altre chiese dell’alta valle.
Dal 1250 al1400 spicca lo stile gotico e nel 1600 inizia lo stile barocco con linee curve: un grande vaso circolare sormontato da una cupola circolare, come quella di Drusacco (dedicata a S. Rocco e a Santa Maria Assunta).

Cappella

Parrocchiale di San Rocco, a Drusacco
Eretta nel Seicento, in buon stile barocco, presenta un bell'andamento curvilineo delle bianche pareti esterne. L'interno, a navata unica, possiede un apparato decorativo di gradevole resa cromatica, con pitture del Boggio. L'organo, composto da circa 600 canne con tredici registri, è del Settecento. La parrocchiale sorge al centro di Drusacco, borgata affacciata a mezza costa, sul versante sinistro della vallata principale, a circa un chilometro e mezza dal capoluogo. L'abitato si sviluppa lungo l'odierna provinciale ed è luogo climatico apprezzato sin dalla fine dell'ottocento, quando Drusacco era comune autonomo insieme alla frazione di Inverso, situata oltre il Chiusella.
 

Inverso
Antica frazione di Drusacco, in sponda destra del Chiusella. Una strada, completata solo nel 1920, passante per il ponte di Trausella, la collega a Novareglia e quindi all'attuale capoluogo di Vico. Il nome, comune nell'arco alpino occidentale, fa riferimento alla sua posizione sul versante in ombra della vallata principale (invèrs = a rovescio del sole). In realtà il territorio comprende il soleggiato versante sinistro del Vallone del rio Truseisa, sul quale un susseguirsi di cosolari e alpeggi creano un paesaggio di grande suggestione. Sul versante opposto passa la strada asfoltata per cima Bossola (1509 m), tra bei boschetti a betulle. Nei boschi della zona è possibile raccogliere ottimi funghi. Attorno alla chiesa della Visitazione parrocchiale dal 1830, vi sono solo poche case. Nei dintorni bella cascina del 1785 con lunga lobbia in legno e sottostanti arcate canavesane.
D'inverno, in caso di innevamento sufficiente, è aperto un anello per sci di fondo, lungo circa 5 km.
Lo scrittore provenzale Jean Giono (Manosque 1895-1970), discende da un ceppo familiare originario di Inverso. Il nonno, Pietro Antonio Giono, emigrò in Francia o causa dei moti del 1821, e li sposatosi, ebbe il figlio Jean Antoine, padre dello scrittore. 

Albo pretorio

CUP - fatturazione elettronica

amministrazione trasparente

Variante piano regolatore

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